Segni inequivocabili, anche questa volta non sono incinta.
Ad essere sinceri questo mese ci stavo sperando parecchio, più delle ultime volte.
Ho voglia di cambiare rotta, però. Basta continuare a sperare che io rimanga incinta naturalmente.
La delusione ogni volta è dura da smaltire e intanto i mesi passano. A quanto pare neanche l'operazione al varicocele ha risolto i nostri problemi.
Dobbiamo iniziare a fare sul serio. Fivet, icsi, non so cosa ci aspetterà, ma ho intenzione di farlo.
Peccato che non so da dove iniziare.
Elena
giovedì 6 novembre 2008
mercoledì 24 settembre 2008
[OT] Sulle valli antropizzate
Questo è un post di sfogo: non parlerò di gravidanze, nè di varicocele, nè di cattolici che dicono che i figli nati con la fecondazione assistita non hanno anima (sigh!). Vorrei parlare del modo di scrivere degli intellettuali!
Siamo andati a fare un giro nel Parco Nazionale degli Abruzzi: posti meravigliosi, montagne divine e "valli antropizzate". Devo ammetterlo ho avuto un attimo di smarrimento quando ho letto il termine "antropizzate". Ma che vuol dire? Con un po' di fatica ci si arriva, ma non era più semplice scrivere "valli abitate"?
E non è la prima volta che trovo indicazioni turistiche scritte per persone che hanno una laurea in storia e una in biologia. Ricordo una guida di Palermo assolutamente incomprensibile per un comune mortale. Si capiva che chi l'aveva scritta era un luminare, il problema era che chi l'avrebbe letta probabilmente non lo sarebbe stato.
Ricordo uno dei testi meno comprensibili all'università in cui si faceva sfoggio di citazioni latine, peccato che la materia era "Comunicazioni Elettriche", che sarebbe stata inventata qualche migliaio di anni dopo la fine dell'Impero Romano e che già di per se è abbastanza difficile.
Secondo me un'indicazione turistica, una guida, un testo universitario dovrebbero essere scritti per chi li legge non per gli autori. Dovrebbero essere semplici e comprensibili, non destinati ai soli iniziati.
Per conto mio tento di scrivere in modo semplice, ma non essendo un intellettuale ho una buona scusa se non ci riesco :).
P.
Siamo andati a fare un giro nel Parco Nazionale degli Abruzzi: posti meravigliosi, montagne divine e "valli antropizzate". Devo ammetterlo ho avuto un attimo di smarrimento quando ho letto il termine "antropizzate". Ma che vuol dire? Con un po' di fatica ci si arriva, ma non era più semplice scrivere "valli abitate"?
E non è la prima volta che trovo indicazioni turistiche scritte per persone che hanno una laurea in storia e una in biologia. Ricordo una guida di Palermo assolutamente incomprensibile per un comune mortale. Si capiva che chi l'aveva scritta era un luminare, il problema era che chi l'avrebbe letta probabilmente non lo sarebbe stato.
Ricordo uno dei testi meno comprensibili all'università in cui si faceva sfoggio di citazioni latine, peccato che la materia era "Comunicazioni Elettriche", che sarebbe stata inventata qualche migliaio di anni dopo la fine dell'Impero Romano e che già di per se è abbastanza difficile.
Secondo me un'indicazione turistica, una guida, un testo universitario dovrebbero essere scritti per chi li legge non per gli autori. Dovrebbero essere semplici e comprensibili, non destinati ai soli iniziati.
Per conto mio tento di scrivere in modo semplice, ma non essendo un intellettuale ho una buona scusa se non ci riesco :).
P.
venerdì 12 settembre 2008
Noi figli non ne possiamo avere
Quando qualcuno mi fa la classica domanda sui figli, ormai non rispondo più nascondendomi dietro risposte fasulle, ma dico semplicemente la verità, cioè che ad essere sinceri io e mio marito di figli non ne possiamo avere.
Rimangono tutti senza parole, soprattutto se fino a un minuto prima hanno sbandierato ai quattro venti la loro fertilità affermando che a loro è bastato solo pensarlo per rimanere in attesa.
Ho scoperto che preferisco essere sincera, almeno le persone cambiano discorso e evitano di infastidirti con i soliti discorsi sull'importanza di avere figli. In questo modo, in fondo, sensibilizzo sul problema dell'infertilità persone che proprio non ci pensavano che potessero esserci problemi ad avere figli (loro lo hanno solo pensatoo!).
E poi mi diverto per come si imbarazzono tutti! ;)
E.
Rimangono tutti senza parole, soprattutto se fino a un minuto prima hanno sbandierato ai quattro venti la loro fertilità affermando che a loro è bastato solo pensarlo per rimanere in attesa.
Ho scoperto che preferisco essere sincera, almeno le persone cambiano discorso e evitano di infastidirti con i soliti discorsi sull'importanza di avere figli. In questo modo, in fondo, sensibilizzo sul problema dell'infertilità persone che proprio non ci pensavano che potessero esserci problemi ad avere figli (loro lo hanno solo pensatoo!).
E poi mi diverto per come si imbarazzono tutti! ;)
E.
sabato 30 agosto 2008
Siamo più felici?
Ho letto un articolo su L'espresso qualche giorno fa in cui si affermava che le coppie senza figli sono più felici delle coppie con figli. Da una ricerca sociologica è emerso che per qualsiasi fascia di età le coppie con figli sono più stressate, preoccupate ed infelici delle coppie senza figli.
Insomma di cosa ci lamentiamo? ;)
E.
Insomma di cosa ci lamentiamo? ;)
E.
venerdì 15 agosto 2008
Siamo sempre in due
Oggi è ferragosto, sono a casa e sono terribilmente triste.
Perchè non riesco a rimanere tranquilla quando vedo coppie che conosco in dolce attesa?
Stavo aspettando da molto questo momento, lo aspettavo da diversi mesi. E adesso è ufficiale: "Nel nostro paese siamo rimasti l'unica coppia sposata da più di un anno senza figli".
E' così deprimente! Mi mette una tristezza pensare che sia toccato proprio a noi.
Eppure siamo stati tra i più giovani a sposarsi! Io volevo una famiglia con tanti figli, ne volevo almeno tre (che per gli standard moderni è davvero tanto).
Speriamo che questo momento passi in fretta, credevo di aver superato questa fase.
Purtroppo, però, mi capita ancora di farmi prendere da quest'ansia e questa angoscia.
Non risolvo niente facendo così, lo so, ma non riesco a non essere triste. Ho quasi le lacrime agli occhi e non mi succedeva davvero da molto. Qualche anno fa, quando abbiamo iniziato a cercare un bambino e abbiamo capito che qualcosa non andava, piangevo ogni mese, mi disperavo e facevo stare male chiunque mi stesse vicino. Adesso ho imparato ad essere più forte, ma ogni tanto si ripresentano questi momenti orribili.
Speriamo che passi in fretta anche questa volta.
Buon ferragosto a tutti.
E.
Perchè non riesco a rimanere tranquilla quando vedo coppie che conosco in dolce attesa?
Stavo aspettando da molto questo momento, lo aspettavo da diversi mesi. E adesso è ufficiale: "Nel nostro paese siamo rimasti l'unica coppia sposata da più di un anno senza figli".
E' così deprimente! Mi mette una tristezza pensare che sia toccato proprio a noi.
Eppure siamo stati tra i più giovani a sposarsi! Io volevo una famiglia con tanti figli, ne volevo almeno tre (che per gli standard moderni è davvero tanto).
Speriamo che questo momento passi in fretta, credevo di aver superato questa fase.
Purtroppo, però, mi capita ancora di farmi prendere da quest'ansia e questa angoscia.
Non risolvo niente facendo così, lo so, ma non riesco a non essere triste. Ho quasi le lacrime agli occhi e non mi succedeva davvero da molto. Qualche anno fa, quando abbiamo iniziato a cercare un bambino e abbiamo capito che qualcosa non andava, piangevo ogni mese, mi disperavo e facevo stare male chiunque mi stesse vicino. Adesso ho imparato ad essere più forte, ma ogni tanto si ripresentano questi momenti orribili.
Speriamo che passi in fretta anche questa volta.
Buon ferragosto a tutti.
E.
lunedì 21 luglio 2008
E tu, quando lo fai un figlio?
Qualche giorno fa ho incontrato una mia ex compagna di classe, che si è sposata molto più tardi di me, già con un bimbo di un anno.
Ovviamente non lo stavano cercando, volevano godersi un pochino il matrimonio e invece dopo neanche un paio di mesi si è allargata la famiglia.
E mentre io rosicavo un pochino (possibile che tutti concepiscono per errore), mi ha fatto la domanda: "E tu quando ti muovi?" E che le dovevo dire? Che in realtà non per tutti è così facile avere un figlio, e che io ci stavo provando ancor prima che lei si sposasse. Ho mentito spudoratamente dicendo che per il momento di figli proprio non ne voglio.
Come è diversa la realtà, invece!
E.
Ovviamente non lo stavano cercando, volevano godersi un pochino il matrimonio e invece dopo neanche un paio di mesi si è allargata la famiglia.
E mentre io rosicavo un pochino (possibile che tutti concepiscono per errore), mi ha fatto la domanda: "E tu quando ti muovi?" E che le dovevo dire? Che in realtà non per tutti è così facile avere un figlio, e che io ci stavo provando ancor prima che lei si sposasse. Ho mentito spudoratamente dicendo che per il momento di figli proprio non ne voglio.
Come è diversa la realtà, invece!
E.
venerdì 18 luglio 2008
Eluana
Lo so, questo è un blog che parla dei problemi legati alla fertilità, ma vorrei dire la mia sulla vicenda di Eluana. Eluana è uan ragazza in coma irreversibile da diversi anni. I genitori vorrebbero lasciarla andare, mentre i benpensanti vorrebbero farla vegetare (dal Corriere).
Vorrei dire la mia perchè a ben guardare si presenta la stessa situazione che si è vista con la legge 40: delle persone che, in forza di una loro visione personale della fede o della morale, pretendono che tutti gli altri si conformino alle loro idee.
Sono sempre i soliti: quelli che pontificano sulle vicende altrui avendone letto sui giornali e pretendono anche di decidere per gli altri. Sono quelli per cui un embrione è uguale ad una persona. Sono quelli che avendo due bei figli, dicono che chi è sterile lo deve accettare perchè così vuole la natura. Sono quelli che avendo una bella famiglia, tutta in salute, dicono che chi è in coma irreversibile è uguale a chi il sabato va farsi un giro in moto. Sono quelli che non sanno o non vogliono capire quello che gli altri pensano o provano; o forse non gli importa.
Spero che lascino andare Eluana.
P.
Vorrei dire la mia perchè a ben guardare si presenta la stessa situazione che si è vista con la legge 40: delle persone che, in forza di una loro visione personale della fede o della morale, pretendono che tutti gli altri si conformino alle loro idee.
Sono sempre i soliti: quelli che pontificano sulle vicende altrui avendone letto sui giornali e pretendono anche di decidere per gli altri. Sono quelli per cui un embrione è uguale ad una persona. Sono quelli che avendo due bei figli, dicono che chi è sterile lo deve accettare perchè così vuole la natura. Sono quelli che avendo una bella famiglia, tutta in salute, dicono che chi è in coma irreversibile è uguale a chi il sabato va farsi un giro in moto. Sono quelli che non sanno o non vogliono capire quello che gli altri pensano o provano; o forse non gli importa.
Spero che lascino andare Eluana.
P.
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