Dopo l'intervento di scleroembolizzazione del varicocele, ho avuto per quattro o cinque giorni dolori ai testicoli e al basso addome. Ora, a distanza di tre settimane, sono scomparsi i lividi ma ogni tanto avverto qualche indolenzimento.
E' normale? Qualcuno ha avuto un decorso diverso?
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lunedì 31 marzo 2008
mercoledì 12 marzo 2008
Scleroembolizzazione del varicocele
Ho scoperto di avere un varicocele dopo che due andrologi, due ecografisti, un ecocolordoppler e un doppler con ecografia lo avevano escluso. A dir la verità i due andrologi avevano sentito qualcosa al tatto, ma erano stati zittiti dai risultati degli esami.
La gravità di un varicocele si misura in gradi, con il grado zero che è quello più lieve; a me il varicocele è stato diagnosticato all'inizio come di grado zero, poi come inesistente, quindi di grado due e infine di grado tre, in pratica cresceva più veloce della mia pancia al pranzo di natale.
Quando viene diagnosticato ci sono due strade possibili: l'intervento chirurgico tradizionale o la scleroembolizzazione: io ho scelto il secondo. Dopo la mia esperienza, confrontata con chi ha fatto l'intervento classico, devo dire che penso di aver fatto la scelta giusta. L'intervento di scleroembolizzazione è solo lievemente fastidioso, inseriscono un catetere all'attaccatura della gamba (vena femorale) e tramite questo tappano la vena spermatica, una quindicina di centimetri più in là, con un liquido slerosante o con delle spiraline.
Dicono che il rischio di recidiva è molto basso, inoltre rispetto all'intervento chirurgico è possibile individuare anche vene non direttamente visibili al chirurgo (dette collaterali) ma che provocherebbero comunque problemi se non trattate.
L'intervento è ambulatoriale, questo significa che si entra e si esce dall'ambulatorio con i propri piedi, e se questo la moglie non lo sa, c'è anche il divertimento di vederla meravigliarsi quando si torna dalla sala operatoria con fare (fintamente) indifferente.
A questo punto nel mio portafogli paternità ho: due interventi chirurgici, tre cure per la fertilità, tre visite ecografiche, tre andrologi, due centri di procreazione assistita, diverse analisi del liquido seminale, parecchi soldi spesi, parecchi momenti familiari poco lieti. Tutto questo prima di avere un figlio, ho paura a pensare a quello che mi farà passare se un giorno nascerà!
P.
La gravità di un varicocele si misura in gradi, con il grado zero che è quello più lieve; a me il varicocele è stato diagnosticato all'inizio come di grado zero, poi come inesistente, quindi di grado due e infine di grado tre, in pratica cresceva più veloce della mia pancia al pranzo di natale.
Quando viene diagnosticato ci sono due strade possibili: l'intervento chirurgico tradizionale o la scleroembolizzazione: io ho scelto il secondo. Dopo la mia esperienza, confrontata con chi ha fatto l'intervento classico, devo dire che penso di aver fatto la scelta giusta. L'intervento di scleroembolizzazione è solo lievemente fastidioso, inseriscono un catetere all'attaccatura della gamba (vena femorale) e tramite questo tappano la vena spermatica, una quindicina di centimetri più in là, con un liquido slerosante o con delle spiraline.
Dicono che il rischio di recidiva è molto basso, inoltre rispetto all'intervento chirurgico è possibile individuare anche vene non direttamente visibili al chirurgo (dette collaterali) ma che provocherebbero comunque problemi se non trattate.
L'intervento è ambulatoriale, questo significa che si entra e si esce dall'ambulatorio con i propri piedi, e se questo la moglie non lo sa, c'è anche il divertimento di vederla meravigliarsi quando si torna dalla sala operatoria con fare (fintamente) indifferente.
A questo punto nel mio portafogli paternità ho: due interventi chirurgici, tre cure per la fertilità, tre visite ecografiche, tre andrologi, due centri di procreazione assistita, diverse analisi del liquido seminale, parecchi soldi spesi, parecchi momenti familiari poco lieti. Tutto questo prima di avere un figlio, ho paura a pensare a quello che mi farà passare se un giorno nascerà!
P.
lunedì 10 marzo 2008
Scleroembolizzazione
La settimana scorsa mio marito si è sottoposto all'intervento di scleroembolizzazione. L'intervento sembra riuscito e il varicocele che, a quanto pare, era più grave del previsto (terzo grado e non secondo grado), dovrebbe essere stato eliminato.
Siamo arrivati in clinica tutti agitati e impauriti, dopo esserci fatti due ore di viaggio in macchina con un traffico pazzesco e un tempaccio incredibile. Dopo una ventina di minuti hanno chiamato mio marito. Mi sono alzata anch'io per andare con lui, ma il medico mi ha bloccata lì. Non potevo certo andare anch'io in sala operatoria! Così sono rimasta ad aspettare in sala d'attesa. Il tempo non passava più e io non osavo alzarmi neanche per andare in bagno. Stavo letteralmente scoppiando. Guardavo continuamente l'orologio, e la lancetta non cambiava mai posizione. Ho provato anche a leggere, ma non capivo niente di quello che leggevo.
Poi, dopo poco meno di un'ora, ho visto mio marito arrivare camminando insieme al medico. Che strano, mi aspettavo che arrivasse in barella o su di una sedia a rotelle! Ho pensato che non l'avessero più operato, invece era stato fatto tutto ed era andato tutto bene. Così ce ne siamo tornati a casa tutti emozionati.
L'agitazione era stata sostituita con la nuova speranza di essere finalmente guariti e di essere diventati una coppia fertile ;).
Elena
Siamo arrivati in clinica tutti agitati e impauriti, dopo esserci fatti due ore di viaggio in macchina con un traffico pazzesco e un tempaccio incredibile. Dopo una ventina di minuti hanno chiamato mio marito. Mi sono alzata anch'io per andare con lui, ma il medico mi ha bloccata lì. Non potevo certo andare anch'io in sala operatoria! Così sono rimasta ad aspettare in sala d'attesa. Il tempo non passava più e io non osavo alzarmi neanche per andare in bagno. Stavo letteralmente scoppiando. Guardavo continuamente l'orologio, e la lancetta non cambiava mai posizione. Ho provato anche a leggere, ma non capivo niente di quello che leggevo.
Poi, dopo poco meno di un'ora, ho visto mio marito arrivare camminando insieme al medico. Che strano, mi aspettavo che arrivasse in barella o su di una sedia a rotelle! Ho pensato che non l'avessero più operato, invece era stato fatto tutto ed era andato tutto bene. Così ce ne siamo tornati a casa tutti emozionati.
L'agitazione era stata sostituita con la nuova speranza di essere finalmente guariti e di essere diventati una coppia fertile ;).
Elena
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