giovedì 29 ottobre 2009

In USA

Non ci volevo pensare, volevo concentrarmi al 100% sul lavoro e, invece, anche qui dall'altro lato dell'oceano, mi ritrovo ancora a pensare che voglio diventare mamma.
Ce la possiamo fare! ... o meglio ancora (visto che siamo in America ;) ) YES, WE CAN!!!

Elena

giovedì 6 agosto 2009

Cervelli in fuga

Abbiamo lasciato l'Italia, dopo anni di precariato all'universita' siamo andati all'estero. Il fatto di non essere riusciti ad avere figli ha reso questa decisione piu' facile.

Probabilmente negli USA sara' piu' semplice (ma molto piu' costoso) accedere alla PMA.

Pasquale

domenica 14 giugno 2009

Era una finta

Era troppo bello per essere vero! Sembra assurdo, ma ci è successo davvero! Non eravamo stati inseriti in lista di attesa. Non so cosa sia successo, ma alla fine la colpa l'hanno data a noi perchè dobbiamo ripetere delle analisi. E ci inseriranno in lista solo il giorno in cui porteremo questi risultati. E ci toccherà aspettare altri 6 mesi.
Che si fa? Lasciamo perdere tutto?
A questo punto non credo che questo centro sia molto serio!

Elena

martedì 3 marzo 2009

Lista d'attesa

Finalmente anche noi siamo in lista d'attesa.
A fine giugno sarà il nostro turno per il primo tentativo di PMA.
Siamo emozionati come se fossimo già in attesa del nostro piccolo, nonostante la consapevolezza che la probabilità di non riuscire sia alta.
Chissà se stavolta andasse tutto bene, se per la prima volta le nostre speranze si concretizzassero. Ormai sono tanti anni che speriamo, sognamo e ci illudiamo che comincio a credere che diventare genitori rimarrà solo un sogno per tutta la vita.

Magari con un pò di fortuna saranno due gemelli ;).

Elena

giovedì 4 dicembre 2008

Passano i mesi

I mesi passano, scanditi dall'arrivo delle mestruazioni. E ogni volta è come se fosse la prima. Il tempo scorre troppo velocemente, e la situazione rimane immutata.
Ci siamo rivolti ad un centro di fertilità, ma le analisi da fare sono aumentate rispetto all'anno scorso. Le vecchie non sono più valide. E il nostro primo scoglio è riuscire a farci prescrivere le ricette. Cosa in teoria semplicissima, ma nella realtà terribilmente complicata.
Sono passati già 9 mesi dall'operazione di mio marito, 9 mesi di speranze, sogni e delusioni.
Non ho più voglia di sperare. Voglio imparare a non illudermi più.

E.

giovedì 6 novembre 2008

Verso la fecondazione assistita

Segni inequivocabili, anche questa volta non sono incinta.
Ad essere sinceri questo mese ci stavo sperando parecchio, più delle ultime volte.
Ho voglia di cambiare rotta, però. Basta continuare a sperare che io rimanga incinta naturalmente.
La delusione ogni volta è dura da smaltire e intanto i mesi passano. A quanto pare neanche l'operazione al varicocele ha risolto i nostri problemi.
Dobbiamo iniziare a fare sul serio. Fivet, icsi, non so cosa ci aspetterà, ma ho intenzione di farlo.
Peccato che non so da dove iniziare.

Elena

mercoledì 24 settembre 2008

[OT] Sulle valli antropizzate

Questo è un post di sfogo: non parlerò di gravidanze, nè di varicocele, nè di cattolici che dicono che i figli nati con la fecondazione assistita non hanno anima (sigh!). Vorrei parlare del modo di scrivere degli intellettuali!
Siamo andati a fare un giro nel Parco Nazionale degli Abruzzi: posti meravigliosi, montagne divine e "valli antropizzate". Devo ammetterlo ho avuto un attimo di smarrimento quando ho letto il termine "antropizzate". Ma che vuol dire? Con un po' di fatica ci si arriva, ma non era più semplice scrivere "valli abitate"?
E non è la prima volta che trovo indicazioni turistiche scritte per persone che hanno una laurea in storia e una in biologia. Ricordo una guida di Palermo assolutamente incomprensibile per un comune mortale. Si capiva che chi l'aveva scritta era un luminare, il problema era che chi l'avrebbe letta probabilmente non lo sarebbe stato.
Ricordo uno dei testi meno comprensibili all'università in cui si faceva sfoggio di citazioni latine, peccato che la materia era "Comunicazioni Elettriche", che sarebbe stata inventata qualche migliaio di anni dopo la fine dell'Impero Romano e che già di per se è abbastanza difficile.
Secondo me un'indicazione turistica, una guida, un testo universitario dovrebbero essere scritti per chi li legge non per gli autori. Dovrebbero essere semplici e comprensibili, non destinati ai soli iniziati.
Per conto mio tento di scrivere in modo semplice, ma non essendo un intellettuale ho una buona scusa se non ci riesco :).
P.